Luciano Formisano - La Lirica (pp. 01-256) by Enzo Jesus Santilli
martedì 11 febbraio 2014
La Lirica di Luciano Formisano
La Lirica, di Luciano Formisano. Riassunto pagine 01-256. Filologia Romanza.
Saggi di: István Frank, Pierre Bec, Robert Guiette, Erich Kölher, Dietmar Riege, Paul Zumthor, Michel Zink, Rita Lejeune
Etichette:
Dietmar Riege,
Erich Kölher,
Filologia Romanza,
István Frank,
La Lirica,
Luciano Formisano,
Michel Zink,
Paul Zumthor,
Pierre Bec,
riassunto università,
Rita Lejeune,
Robert Guiette
sabato 1 febbraio 2014
Ecco perché Dookie ha definito i '90 ed ha cambiato la musica per sempre.
di Andrew Romano
Traduzione a cura di Enzo Jesus Santilli
Ma c'è una domanda più pungente (e interessante) che è il caso di porci: qual'è il secondo album rock più influente degli anni '90? Qualcuno potrebbe dire Ok Computer dei Radiohead. Altri potrebbero citare Odelay di Beck. Qualche tipaccio emo potrebbe addirittura suggerire Pinkerton degli Weezer.
Ecco qualcosa che vi farà sentire vecchi: questo capolavoro dei Green Day è stato pubblicato 20 anni fa. Vi spiego perché è stato molto più influente di quello che pensate.
Qual'è l'album rock più influente degli anni '90? Facile: Nevermind dei Nirvana. Ha dato il calcio d'inizio al movimento grunge, cancellato gli anni '80, e creato un'intera generazione di adulti che non sa ancora come si pronunci il sintagma "never mind".
Traduzione a cura di Enzo Jesus Santilli
Ma c'è una domanda più pungente (e interessante) che è il caso di porci: qual'è il secondo album rock più influente degli anni '90? Qualcuno potrebbe dire Ok Computer dei Radiohead. Altri potrebbero citare Odelay di Beck. Qualche tipaccio emo potrebbe addirittura suggerire Pinkerton degli Weezer.
Sarebbero tutti nell'errore.
Perché il secondo album rock più influente degli anni '90 è Dookie dei Green Day.
Photo by Ken Schles//Time Life Pictures/Getty
In onore del
ventesimo compleanno di Dookie – ci crediate
o no, è stato rilasciato il 1° febbraio 1994, notiziola che vi farà sentire
vecchi di sicuro – credo sia giusto spiegare perché.
sabato 7 dicembre 2013
Mandela non sarà mai il vostro menestrello
Cari revisionisti, Mandela non sarà mai e poi mai il vostro menestrello.
Nei prossimi giorni proverete intensissimamente a renderlo qualcosa che non è stato, e fallirete. Proverete ad addolcirlo, ad insabbiarlo, ad allontanare il suo lato Malcom X. Proverete a celare agli occhi della gente la sua rabbia. Proprio adesso state percorrendo ansiosamente i corridoi dei vostri condomini e case di campagna, cercando le parole giuste, i giusti tributi, quelli conservatori. Direte che Mandela non vuol dire razza. Direte che Mandela non vuol dire politica. Direte che Mandela non era altro che amore, proverete a ridurlo ad un orecchiabile motivo reggae. Let's get together, and feel alright. Esatto, farete proprio così.
Farete credere che l'apartheid è stato solo una specie di malattia mistica spaziale che improvvisamente è caduta dai cieli per insinuarsi fra di noi, prenderci tutti, bianchi o neri, alla sua mercé, finché dall'etere non è apparso Mandela a redimerci tutti. Proverete a fare di Mandela un Magic Negro e fallirete. Direte che Mandela si è immolato sopra tutti in nome del perdono mentre si divincolava agilmente dai dettagli della perversione che lui ebbe la grazia di perdonare.
Proverete a fare dell'apartheid una specie di orribile aberrazione storica spontanea, e non il logico apice di secoli di arroganza imperialista. Sì, farete anche quello. Farete intendere, o audacemente affermerete ,che un tale demone è morto il giorno in cui Mandela ha messo piede fuori dal carcere. Incrocerete le mani e direte che i neri ora non potranno biasimare più nessuno se non loro stessi.
Bene, provateci quanto vi pare, ma fallirete. Perché Mandela era politica ed era razza ed era libertà ed era perfino violenza, ed ha fatto ciò che riteneva giusto fare, e data l'attuale inequità economica del Sud Africa potrebbe addirittura esser morto pensando di non aver fatto abbastanza. E forse la più grande tragedia della vita di Mandela non è quella di aver trascorso quasi trent'anni incarcerato da ricchi razzisti che hanno tentato di frantumare milioni di spiriti distruggendone gli animi, ma il fatto che non ci sono state o non ci sono abbastanza persone come lui.
Perché il Sud Africa di oggi, un Paese che da tantissimo tempo si è profondissimamente tuffato a pesce nei liquami dell'odio razziale, nonostante tutti gli sforzi di Mandela, sta ancora cercando di raggiungere la riva della palude. Immaginate che Cape Town fosse Londra. Immaginate di vedere due milioni di bianchi vivere in baracche e capanne di fango lungo tutta la M25 (una specie di Grande Raccordo Anulare londinese, NDT) mentre ve ne state tornando a casa, mentre la maggiorparte delle case e dei lavori migliori sono di un piccolo, seppur facoltoso, gruppo di gente nera. Le parole non posso descrivere cosa significhi covare un tale risentimento.
Nelson Mandela non è stato un dio che fluttuava raffinatamente su di noi mentre ci salvava. È stato totalmente, meticolosamente umano, ed ha fatto tutto quello che ha fatto per sabotare la gente come voi. Non c'è bisogno di fare i vostri nomi perché perché voi sapete di essere quello che siete, noi sappiamo che voi siete quello che siete, e voi sapete che noi sappiamo. Non siete riusciti a scalfirlo in vita, non riuscirete a plasmarlo da morto.
Ci proverete, ovunque voi siate, e fallirete.
Articolo originale: Okwonga.com
giovedì 29 agosto 2013
Michiel Ruisman rimpiazzerà un attore del cast nella quarta stagione
Ieri è stata condivisa su Instagram una foto
(ora rimossa) dell’attore intento ad allenarsi duramente col maestro di fitness Aaron Williamson, accompagnata dal commento, “Un’altra settimana con Michiel Huisman, mentre lo preparo a
rompere qualche culo per Game of Thrones. Sono fiero dello zelo di questo
ragazzo; una grande trasformazione dai giorni di Tremé.”
L’attore olandese interpretava Sonny, un musicista in
lotta con la droga e con problemi relazionali in Treme dell’HBO. Chitarrista e cantante
d’esperienza, ha imparato a suonare il piano per il ruolo che doveva
interpretare nello show. Huisman è apparso anche in World War Z, Margot della
BBC e in Black Book con Carice van
Houten. Ha avuto una parte in otto episodi nel ruolo di Liam McGuinnis in Nashville dell’ABC, andata in onda lo
scorso autunno.
Non si sa quale sarà il suo ruolo in Game of Thrones. Ma
l’HBO ha confermato che Michiel Huisman è
stato preso per la quarta stagione, sebbene in suo ruolo non è ancora stato
annunciato. La news interessante però ce la dà il Deadline Hollywood: secondo il sito infatti
Huisman sostituirà un attore nella serie! Forse Joseph Mawle (Benjen Stark ndt)?
Attualmente stanno finendo le riprese di Belfast
mentre si avviano quelle in Croazia; se Huisman filmerà una settimana come
sostengono gli indizi, potrebbe filmare in entrambe le location, il che ci
permette di speculare su un gran numero di ruoli. Un
Kettleblack? Qualcuno nella storia di Denerys? Un cantore che usa le sua capacità musicali? Ha l’età
giusta per recitare Hyle Hunt ma la quarta stagione forse potrebbe essere un
po’ troppo precoce per introdurre questo personaggio.
Fonte: WinterIsComing.net
Tantissime altre news su Game of Thrones le trovate sul blog "Le Città Libere" , di Game of Thrones - Italian Fans e sulla pagina Facebook!
Enzo.
domenica 25 agosto 2013
sabato 17 agosto 2013
Game of Thrones, scena tagliata della terza stagione SUB ITA
Ecco a voi una bella scena tagliata dalla terza stagione di Game of Thrones, la famossisima serie Tv dell' HBO adattata dai romanzi della saga letteraria A song of Ice and Fire, di George R. R. Martin.
Il video, sottotitolato in italiano da me, ci propone un divertente siparietto fra il Grand Maester Pycelle e Lord Tywin Lannister, mostrandoci ancora merglio l'intelligenza di quest'ultimo.
Per altre informazioni sul mondo del Trono di Spade vi consgilio di dare uno sguardo al blog delle Città Libere, e di mettere "mi piace" alla relativa pagina facebook per non farvi scappare nessuna novità!
Enzo.
martedì 13 agosto 2013
Chicche linguistiche
In questo post (costantemente aggiornato) raccoglierò le curiosità linguistiche che incontrerò mano mano.
Così, in questa era in cui pure le pietre possono fare i grammar nazi, anche voi potrete fare gli splendidi coi vostri amici.
Attenzione! Le forme precedute da asterisco (*) vanno considerate errate.
Italiano
- A me mi si può dire. Non vi è alcuna regola che vieta di usare pronomi tonici e atoni insieme e, anzi, il costrutto ha valore di rafforzativo.
- Piuttosto che ha il solo valore attestato di avversativa: "Vorrei una pizza piuttosto che una bistecca" sta a significare "Vorrei una pizza e non una bistecca". La funzione disgiuntiva, quella per cui sembra cool volergli far significare "Vorrei una pizza oppure una bistecca", non è attestata, e pertanto incorretta e sintomo di ignoranza, in italiano.
- È sbagliato dire ma però in quanto si tratta di due congiunzioni che hanno la stessa funzione sintattico-semantica: quella avversativa (introducono opposizione fra due elementi).
Usiamo (erroneamente) ma però in quest'ordine in quanto però ha un valore avversativo superiore a ma e non è vincolato dalla posizione iniziale, quindi le due congiunzioni non ci sembrano svolgere la stessa funzione e riteniamo che una rafforzi l'altra, anche se in realtà è così. - L'italiano non è una lingua iconica. Ciò sta a significare che non contempla forme plurali più lunghe di quelle singolari (a parte poche eccezioni, come nel caso di uomo - uomini). Difatti, di norma i prestiti da altre lingue si dovrebbero pluralizzare senza aggiungere alcuna lettera.
* Un hamburger - Due hamburgers
✔ Un hamburger - Due hamburger - Si hanno più possibilità di capire come coniuga un verbo basandosi sulla 2a persona plurale del presente indicativo che sull'infinito.
- La 1a plurale indicativo di qualsiasi verbo italiano è sempre uguale alla 1a plurale di congiuntivo dello stesso verbo.
- Il veneto ed il sardo sono lingue derivanti direttamente dal latino e non dall'italiano. Pertanto non vanno considerati né varietà linguistiche dell'italiano, né dialetti di questo.
- Il lemma più lungo della lingua italiana è Hipopotomonstrosesquipedaliofobia. Indica la paura delle parole lunghe.
- I giorni della settimana pluralizzano tutti. Quindi si dirà i sabati e non i sabato.
- In italiano tutti i nomi terminanti per -u sono invariabili al plurale.
- Il primo grammar nazi della storia fu un anonimo maestro romano che nel III secolo, agli albori delle lingue volgari, scrisse una serie di raccomandazioni sull'utilizzo della lingua. Ossia su quali fossero le forme (latine) definite corrette rispetto a quelle che lui considerava non corrette (d'influenza germanica). L'opera è contenuta nel manoscritto cosiddetto Appendix Probi.
Altre lingue
- In antico germanico il termine per "marito" era brūti-gomo, ovvero "marito della sposa". Poi chiamali barbari.
- In Tiv alcune parole cambiano di significato a seconda del tono con cui vengono pronunciate.
- Nel film Django - Unchained, a differenza di quello che ci dice il protagonista, la d- non è muta. Si tratta in realtà di pronunciare un'unica consonante affricata postalveolare sonora [ʤ], scritta utilizzando il digramma <DJ>. La stessa consonante è presente nell'italiano, solo che viene realizzata diversamente, e cioè con il singolo grafema <G> (gelato) o con il digramma <GI> (giallo).
- Tolkien, l'autore de Il Signore degli Anelli, era innanzitutto filologo e linguista.
Iscriviti a:
Post (Atom)
